MANIFESTO

Per un Post Consumismo Consapevole

La recente pandemia ha mostrato, anche a chi non voleva vedere, come il nostro sistema produttivo scellerato metta in discussione la nostra salute, il nostro senso di certezza e più in generale il nostro habitat – l’unico su cui possiamo contare. Abbiamo uno stile di vita improntato sull’illusione che sia possibile una crescita infinita, regolata dalla presunta “mano invisibile” del mercato capitalista: ricerchiamo l’accesso illimitato all’opulenza, ma vogliamo tutto al minor costo possibile, sacrificando così la qualità, ma non solo. Tutto questo ha un prezzo – umano, sociale, ambientale. La competitività tra marchi ha generato un livellamento verso il basso alla rincorsa del minor costo di produzione e del maggior profitto. Abbiamo sacrificato l’artigianalità, l’amore per i dettagli e il rispetto per i processi lenti sull’altare di una globalizzazione che ha generato condizioni lavorative inaccettabili ovunque e soprattutto nei paesi più poveri, reso impossibile il controllo dell’utilizzo di sostanze pericolose per la nostra salute e per l’ambiente e delocalizzato le produzioni mettendo in ginocchio intere comunità e schiavizzandone altre. I brand di larga scala ci hanno convinti che consumare di più pagando meno ci avrebbe dato l’accesso a un’esistenza “usa e getta”, e ci avrebbe resi donne e uomini felici. Non è così: la realtà è ben diversa da come ce l’hanno venduta.

Abbiamo calpestato ovunque i basilari diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, abbiamo generato rifiuti che non sappiamo smaltire, trasformato il pianeta (casa nostra) in una discarica, sporcato mari, fiumi, disboscato foreste, sciolto ghiacciai e dato drammaticamente fondo alle risorse disponibili. Ci hanno chiamato “consumatori”, perché è quello che siamo stati troppo spesso, consumando acriticamente tutto ciò che ci veniva offerto dagli uffici marketing. Fino a ieri. Ma, a partire da oggi, noi rifiutiamo questa definizione.  

Rivendichiamo il diritto e la capacità di scegliere consapevolmente, rifiutiamo di essere pedine nelle mani del mercato. Pretendiamo trasparenza nelle filiere e nelle catene di fornitura: vogliamo che ci venga dato conto delle scelte dei brand, vogliamo l’accesso alle informazioni e ci impegniamo ad approfondire le nostre conoscenze per essere in grado di compiere scelte responsabili. Non può esserci benessere senza il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e dei tempi di produzione, né senza tenere in considerazione la catena di valore dei prodotti che acquistiamo. 

Rifiutiamo i modelli di business che sacrificano il valore per il profitto rendendosi colpevoli di sfruttamento di esseri umani e dell’inquinamento scellerato del nostro habitat, mettendo a repentaglio la nostra salute e i nostri diritti, le manipolazioni del marketing selvaggio che ci riempie di cose inutili e scadenti di cui non abbiamo bisogno: siamo coscienti del fatto che consumare meno e meglio sia la soluzione all’abuso delle nostre risorse – che non sono inesauribili. 

Respingiamo il concetto di crescita infinita non etica e insostenibile, sottraendoci alle analisi di mercato che ci vogliono menti deboli a cui poter vendere qualsiasi inutilità con il giusto packaging e la giusta comunicazione e ci impegniamo ad evitare i marchi che sfuggono alle nuove dinamiche del mercato. Noi facciamo il mercato: noi siamo il mercato! Scegliamo la qualità, i prodotti durevoli; scegliamo la salute, il rispetto, l’informazione, la complessità, l’approfondimento. Ci proclamiamo non “consumatori” ma abitanti di questo pianeta che respingono e rifiutano modelli fallimentari, che rivendicano e pretendono il diritto a scegliere in maniera consapevole, lungimirante e giusta.